Ingredienti
(x 4 persone)
500 g di Sgombri
2 Melanzane medie
2 Zucchine
150 g di Pangrattato
Prezzemolo
Basilico
1 cucchiaino di Capperi dissalati
250 g di Mozzarella
4 cucchiai d’Olio e.v.o.
Sale e Pepe q.b
Preparazione:
Pulite gli sgombri e lessateli in acqua bollente salata per 5/6 minuti, quindi scolateli, sminuzzate la polpa e conditela con prezzemolo, capperi tritati, basilico, olio, sale ed un pizzico di pepe.
Mentre si cuociono gli sgombri, affettate le melanzane , cospargetele di sale grosso e dopo 20 minuti sciacquatele, asciugatele e grigliatele.
Affettate le zucchine e grigliatele dopo le melanzane.
Rivestite una placca con della carta da forno, oleatela e spolverizzatela con pangrattato; per comporre le parmigiane adagiate un fetta di melanzana, una fetta di zucchina, un po’ di polpa di sgombro una fettina di mozzarella e continuate alternando gli ingredienti; chiudete l’ultimo strato con una fetta di melanzana coperta con la mozzarella.
Disponete le altre parmigiane composte come la prima sulla stessa placca e cuocete in forno, preriscaldato a 180°, per 15 minuti.
Servite la pietanza quando è tiepida.
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Spaghetti sgombro e ceci
Ingredienti:
( x 4 persone )
1 sgombro
360 g di spaghetti
1 barattolo di ceci lessati
pomodorini
aglio
olio evo
sale
origano
Procedimento:
fate lessare lo sgombro per 5 minuti in acqua bollente, quindi diliscatelo e mettetelo da parte.
In una padella aggiungete l' olio, l'aglio e lasciate rosolare quindi togliete l'aglio e aggiungete lo sgombro, lasciatelo insaporire quindi unite i pomodorini tagliati a metà i ceci e l'origano, lasciate cuocere per una decina di minuti.
Nel frattempo lessate gli spaghetti e scolateli qualche minuto prima del tempo di cottura, versate gli spaghetti nella padella dove avete preparato il sughetto di sgombro e ceci e finite di cuocerla.
( x 4 persone )
1 sgombro
360 g di spaghetti
1 barattolo di ceci lessati
pomodorini
aglio
olio evo
sale
origano
Procedimento:
fate lessare lo sgombro per 5 minuti in acqua bollente, quindi diliscatelo e mettetelo da parte.
In una padella aggiungete l' olio, l'aglio e lasciate rosolare quindi togliete l'aglio e aggiungete lo sgombro, lasciatelo insaporire quindi unite i pomodorini tagliati a metà i ceci e l'origano, lasciate cuocere per una decina di minuti.
Nel frattempo lessate gli spaghetti e scolateli qualche minuto prima del tempo di cottura, versate gli spaghetti nella padella dove avete preparato il sughetto di sgombro e ceci e finite di cuocerla.
Cotoletta di sgombro
Ingredienti:
( x 4 persone )
n° 4 sgombri grandi
Pangrattato q.b.
Parmigiano Reggiano grattugiato q.b.
Prezzemolo tritato q.b.
Farina q.b.
n° 2 Uova
Olio e.v.o.
n° 1 Limone
Sale e Pepe q.b.
Preparazione:
Pulite gli sgombri ed apriteli a libro togliendo la spina centrale; lavateli, asciugateli e cospargeteli con un po’ di sale, quindi infarinateli ed immergeteli nelle uova sbattute.
In una capiente terrina condite il pangrattato con prezzemolo, grana, sale ed un pizzico di pepe passate i filetti di sgombro nel pangrattato pressando un pò in modo da farlo aderire perfettamente.
Friggete le cotolette nell’olio bollente, asciugatele con carta da cucina e servite ben calde con fettine di limone.
( x 4 persone )
n° 4 sgombri grandi
Pangrattato q.b.
Parmigiano Reggiano grattugiato q.b.
Prezzemolo tritato q.b.
Farina q.b.
n° 2 Uova
Olio e.v.o.
n° 1 Limone
Sale e Pepe q.b.
Preparazione:
Pulite gli sgombri ed apriteli a libro togliendo la spina centrale; lavateli, asciugateli e cospargeteli con un po’ di sale, quindi infarinateli ed immergeteli nelle uova sbattute.
In una capiente terrina condite il pangrattato con prezzemolo, grana, sale ed un pizzico di pepe passate i filetti di sgombro nel pangrattato pressando un pò in modo da farlo aderire perfettamente.
Friggete le cotolette nell’olio bollente, asciugatele con carta da cucina e servite ben calde con fettine di limone.
Cappelletti di funghi ripieni di sgombro
Ingredienti
( per 4 persone )
450 g di sgombro
12 cappelli di funghi champignon
1 ciuffo di basilico fresco
100 g di pantrito tostato
peperoncino
sale
olio e.v.o.
Preparazione:
In abbondante acqua, mettete in cottura a fuoco medio lo sgombro. Appena le carni si staccano dalla lisca, spinate il pesce e conditelo con sale e olio.
Con una forchetta , riducetelo a brandelli e copritelo e lasciatelo riposare per almeno 30 minuti. Staccate i gambi dei funghi e pulite i cappelli in abbondante acqua corrente, fino a che non avranno perso l’eventuale terriccio presente.
Iniziare a farcire i funghi con lo sgombro lavorato in precedenza copriteli con della granella di pantrito tostato e riponetee il tutto in una teglia rivestita da carta forno, bagnando con un filo di acqua che consentirà di mantenere una certa umidità in cottura.
Cuocete in forno a 160°C per circa 20 minuti e servite su un piatto piano guarnendo con un filo d’olio e un ciuffetto di basilico fresco
( per 4 persone )
450 g di sgombro
12 cappelli di funghi champignon
1 ciuffo di basilico fresco
100 g di pantrito tostato
peperoncino
sale
olio e.v.o.
Preparazione:
In abbondante acqua, mettete in cottura a fuoco medio lo sgombro. Appena le carni si staccano dalla lisca, spinate il pesce e conditelo con sale e olio.
Con una forchetta , riducetelo a brandelli e copritelo e lasciatelo riposare per almeno 30 minuti. Staccate i gambi dei funghi e pulite i cappelli in abbondante acqua corrente, fino a che non avranno perso l’eventuale terriccio presente.
Iniziare a farcire i funghi con lo sgombro lavorato in precedenza copriteli con della granella di pantrito tostato e riponetee il tutto in una teglia rivestita da carta forno, bagnando con un filo di acqua che consentirà di mantenere una certa umidità in cottura.
Cuocete in forno a 160°C per circa 20 minuti e servite su un piatto piano guarnendo con un filo d’olio e un ciuffetto di basilico fresco
A proposito di... Anisakis
Il consumo di pesce crudo è una pratica non molto diffusa nella cultura italiana (ricordiamo che i frutti di mare, non sono pesci ma molluschi), ma in forte crescita grazie al fatto che la cucina giapponese è sempre più di moda.
Mangiare pesce crudo comporta sicuramente un maggior rischio di intossicazioni e infezioni causate da batteri patogeni, oppure di infezioni da parte di parassiti. Tutti lo sanno, ma in pochi conoscono i reali rischi, con il risultato che, quando si consuma pesce crudo, si incrociano le dita e ci si affida sostanzialmente al caso.
Il pesce crudo può essere contaminato da diversi microrganismi che provocano infezioni o tossinfezioni, come Listeria, Escherichia coli, Salmonella, tutti batteri che provocano problemi gastrointestinali problema relativo non solo al pesce crudo, ma anche ad altri alimenti come carni, latte crudo e derivati. Raramente, e solo in soggetti particolarmente deboli come bambini e anziani, queste infezioni possono mettere in pericolo la vita.
Il rischio maggiore per chi consuma pesce crudo si chiama Anisakis.
Che cos'è l'anisakis
L'anisakis simplex è un nematode normalmente presente come parassita intestinale in numerosi mammiferi marini (delfini, foche, etc.) ed ospite intermedio, nel suo stadio larvale, di molti pesci tra cui tonno, salmone, sardina, acciuga, merluzzo, nasello e sgombro. L'anisakis è estremamente diffuso, poiché è presente in più dell'85% delle aringhe, nell'80% delle triglie e nel 70% dei merluzzi.
Questi nematodi migrano dalle viscere del pesce alle sue carni se, quando catturato, non viene prontamente eviscerato. Quando l'uomo mangia pesce infetto crudo, non completamente cotto o in salamoia, le larve possono impiantarsi sulla parete dell'apparato gastrointestinale, dallo stomaco fino al colon. Per difendersi dai succhi gastrici, attaccano le mucose con grande capacità perforante, determinando una parassitosi acuta o cronica. La parassitosi acuta da anisakis insorge già dopo poche ore dall'ingestione di pesce crudo e si manifesta con intenso dolore addominale, nausea e vomito.
Le forme croniche sono diverse, possono mimare svariate malattie infiammatorie e ulcerose del tratto intestinale oppure coinvolgere altri organi come fegato, milza, pancreas, vasi ematici e miocardio. Possibili anche reazioni allergiche fino allo shock anafilattico, a causa della sensibilizzazione alle proteine antigeniche termoresistenti del parassita.
La cura dell'anisakis richiede molto spesso l'intervento chirurgico, per asportare la parte dell'intestino invasa dai parassiti.
Come evitare l'anisakis
Una circolare del ministero di sanità del 1992, ancora in vigore, obbliga chi somministra pesce crudo o in salamoia (il limone e l'aceto non hanno alcun effetto sul parassita) ad utilizzare pesce congelato o a sottoporre a congelamento preventivo il pesce fresco da somministrare crudo. Infatti l'anisakis e le sue larve muoiono se sottoposti a 60 gradi di temperatura, oppure dopo 96 ore a -15° C, 60 ore a -20° C, 12 ore
Mangiare pesce crudo comporta sicuramente un maggior rischio di intossicazioni e infezioni causate da batteri patogeni, oppure di infezioni da parte di parassiti. Tutti lo sanno, ma in pochi conoscono i reali rischi, con il risultato che, quando si consuma pesce crudo, si incrociano le dita e ci si affida sostanzialmente al caso.
Il pesce crudo può essere contaminato da diversi microrganismi che provocano infezioni o tossinfezioni, come Listeria, Escherichia coli, Salmonella, tutti batteri che provocano problemi gastrointestinali problema relativo non solo al pesce crudo, ma anche ad altri alimenti come carni, latte crudo e derivati. Raramente, e solo in soggetti particolarmente deboli come bambini e anziani, queste infezioni possono mettere in pericolo la vita.
Il rischio maggiore per chi consuma pesce crudo si chiama Anisakis.
Che cos'è l'anisakis
L'anisakis simplex è un nematode normalmente presente come parassita intestinale in numerosi mammiferi marini (delfini, foche, etc.) ed ospite intermedio, nel suo stadio larvale, di molti pesci tra cui tonno, salmone, sardina, acciuga, merluzzo, nasello e sgombro. L'anisakis è estremamente diffuso, poiché è presente in più dell'85% delle aringhe, nell'80% delle triglie e nel 70% dei merluzzi.
Questi nematodi migrano dalle viscere del pesce alle sue carni se, quando catturato, non viene prontamente eviscerato. Quando l'uomo mangia pesce infetto crudo, non completamente cotto o in salamoia, le larve possono impiantarsi sulla parete dell'apparato gastrointestinale, dallo stomaco fino al colon. Per difendersi dai succhi gastrici, attaccano le mucose con grande capacità perforante, determinando una parassitosi acuta o cronica. La parassitosi acuta da anisakis insorge già dopo poche ore dall'ingestione di pesce crudo e si manifesta con intenso dolore addominale, nausea e vomito.
Le forme croniche sono diverse, possono mimare svariate malattie infiammatorie e ulcerose del tratto intestinale oppure coinvolgere altri organi come fegato, milza, pancreas, vasi ematici e miocardio. Possibili anche reazioni allergiche fino allo shock anafilattico, a causa della sensibilizzazione alle proteine antigeniche termoresistenti del parassita.
La cura dell'anisakis richiede molto spesso l'intervento chirurgico, per asportare la parte dell'intestino invasa dai parassiti.
Come evitare l'anisakis
Una circolare del ministero di sanità del 1992, ancora in vigore, obbliga chi somministra pesce crudo o in salamoia (il limone e l'aceto non hanno alcun effetto sul parassita) ad utilizzare pesce congelato o a sottoporre a congelamento preventivo il pesce fresco da somministrare crudo. Infatti l'anisakis e le sue larve muoiono se sottoposti a 60 gradi di temperatura, oppure dopo 96 ore a -15° C, 60 ore a -20° C, 12 ore
a –30° C, 9 ore a -40° C.
I pericoli maggiori provengono dai ristoranti e dal consumo casalingo. Purtroppo non tutti i ristoranti seguono queste indicazioni, poiché i casi sono in aumento e la causa è spesso da imputare ad alici marinate, evidentemente non sottoposte a congelamento preventivo.
Per evitare contaminazioni, consigliamo di seguire questi semplici consigli:
I pericoli maggiori provengono dai ristoranti e dal consumo casalingo. Purtroppo non tutti i ristoranti seguono queste indicazioni, poiché i casi sono in aumento e la causa è spesso da imputare ad alici marinate, evidentemente non sottoposte a congelamento preventivo.
Per evitare contaminazioni, consigliamo di seguire questi semplici consigli:
- evitare il consumo di pesce crudo in ristoranti cinesi "travestiti" da giapponesi, che stanno proliferando in questi anni
- evitare il consumo di alici marinate, se non preventivamente congelate (chiedere al gestore del ristorante);
- prestare particolare attenzione alle specie a rischio, come lo sgombro, le sardine, il tonno e il pesce azzurro in genere.
Penne con lo sgombro
Ingredienti
per 5 persone:
n°2 sgombri medi
n°3 peperoni,
n°2 melanzane,
prezzemolo,
aglio, carota,
peperoncino,
sale e olio.
Iniziamo a cuocere in padella i peperoni tritati con un po' d'olio, qualche ciuffo di prezzemolo, un pezzettino di peperoncino(dipende dai gusti) sale e uno spicchio d'aglio.
Preparate la base per cuocere il pesce: tritate la carota, l'aglio e il prezzemolo e aggiungendo olio e un pizzico di peperoncino adagiate gli sgombri (potete chiedere anche di farveli sfilettare quando li comprate).
Una volta cotti, anche non totalmente, iniziate a spinarli e a sminuzzarli per poi unire il pesce nella teglia dove state cuocendo i peperoni.
Ovviamente lo sgombro è già cotto e quindi non ha bisogno di molto altro tempo
quindi regolatevi in base alla cottura dei peperoni. Quando il tutto è quasi pronto aggiungete le melanzane a dadini.
Scegliete la pasta che preferite, io ho provato le penne ed è stata una buona accoppiata. Dopo averla tirata fuori dall'acqua fatela saltare con i peperoni,il pesce e melanzane.
Buon Appetito!
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